Cos’è lo stress idrico?

Lo stress idrico si verifica quando la domanda di acqua supera la quantità disponibile in un determinato periodo o quando la bassa qualità ne limita l’uso. Lo stress idrico provoca il deterioramento delle risorse di acqua dolce in termini di quantità (sovra sfruttamento delle falde acquifere, fiumi in secca, ecc.) e di qualità (eutrofizzazione, inquinamento da sostanze organiche, intrusione salina, ecc.).

I rischi legati all’acqua sono una sfida globale urgente. La maggior parte delle crisi di salute pubblica sono causate dall’acqua, tra cui inondazioni, siccità e la proliferazione di malattie. Il cambiamento climatico aggrava il problema intensificando gli eventi estremi, modificando i modelli di precipitazione, alterando l’approvvigionamento idrico e accelerando lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello del mare. Le forniture di acqua pulita sono fondamentali per la salute umana, l’industria, l’agricoltura e la produzione di energia, e i rischi idrici sono una delle principali minacce umanitarie. Identificare, comprendere e rispondere a questi rischi richiede dati trasparenti e disponibili al pubblico1.

L’acqua ricopre il 70% del nostro pianeta, solo il 3% dell’acqua mondiale è acqua dolce e due terzi di questa è in forma solida (ghiacciai). Secondo le osservazioni del WWF, molti dei sistemi idrici che mantengono gli ecosistemi fiorenti e alimentano una popolazione umana in crescita sono sotto stress: a) fiumi, laghi e falde acquifere si stanno prosciugando o stanno diventando troppo inquinate per essere utilizzate; b) più della metà delle zone umide del mondo sono scomparse; c) l’agricoltura consuma più acqua di qualsiasi altra fonte e ne spreca gran parte a causa di inefficienze; d) il cambiamento climatico sta alterando i modelli meteorologici e idrici noti in tutto il mondo, causando scarsità e siccità in alcune aree e inondazioni in altre. Al ritmo attuale di consumo, la situazione peggiorerà: entro il 2025, due terzi della popolazione mondiale e l’ecosistema in cui esse abitano potrebbero trovarsi di fronte a gravi carenze idriche.

Aqueduct fa parte del Programma Acqua del WRI2 ed è collegato all’iniziativa Corporate Water Stewardship. Gli strumenti di Aqueduct utilizzano dati open-source e sottoposti a revisione per mappare i rischi idrici come inondazioni, siccità e stress. L’ultima versione aggiornata di Aqueduct (ottobre 2023), Aqueduct 4.0, fornendo dati di riferimento più accurati e proiezioni future per il 2030, 2050 e 2080, basate sugli ultimi modelli climatici3.

Gli strumenti di Aqueduct includono:

Chi sono i diretti interessati dell’indice di stress idrico?

La gestione delle conseguenze dello stress idrico richiede di affrontare una serie di questioni che vanno dalla scarsità d’acqua al cambiamento climatico, dalla determinazione di prezzi equi per i servizi idrici alla distribuzione equa dell’acqua per l’irrigazione e per l’uso industriale e domestico. Le organizzazioni internazionali, i governi e le comunità locali devono cooperare nella gestione sostenibile delle risorse idriche, formarsi, comunicare e sensibilizzarsi sui temi della scarsità d’acqua4.

Il coinvolgimento delle parti interessate nelle diverse fasi di programmazione della gestione delle acque è fondamentale per garantire che:

Dove lo stress idrico è più cruciale?

Aqueduct fornisce una panoramica sulla situazione di stress idrico nel mondo, Figura 1. Lo stress idrico attuale misura il rapporto tra i prelievi idrici e le riserve rinnovabili di acqua superficiale e sotterranea. I prelievi idrici comprendono gli usi domestici, industriali, irrigui e zootecnici mentre le scorte idriche rinnovabili disponibili comprendono l’impatto dei prelievi e delle grandi dighe a monte sulla disponibilità idrica a valle. Valori più alti indicano una maggiore concorrenza tra gli utenti.

Figura 1: Visione globale dello stress idrico5.

Qui è possibile consultare la classifica dei Paesi con un elevato, medio o basso stress idrico.

Perché è importante monitorare gli indicatori di stress idrico?

Conformità al regolamento sulla tassonomia

Il numero di aziende sottoposte a regolazioni sull’uso della risorsa idrica è fortemente aumentato (circa il 75% delle aziende europee). Ciò implica che tutte queste aziende dovranno certificare e/o rendicontare in Tassonomia, secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). In particolare, le aziende dovranno produrre un report ESG, cioè una descrizione degli impatti dell’azienda sull’ambiente, la società e la governance, e per quanto riguarda “l’uso sostenibile e la protezione dell’acqua” saranno valutate in base a (i) il consumo idrico delle loro operazioni, (ii) lo stress idrico nelle loro aree di attività e (iii) i loro sforzi per gestire i rischi e le opportunità legati alla gestione dell’acqua.

Pianificazione della gestione delle acque

L’attività di gestione delle acque può essere declinata in tre aspetti principali: (1) Utilizzo dell’acqua – le aziende idriche o le agenzie pubbliche devono definire come utilizzare le risorse idriche disponibili per evitare sprechi e ottimizzarne l’uso; (2) Soluzioni alternative per l’approvvigionamento idrico – quando lo stress idrico diventa ancora più grave e severo, prevedere un approvvigionamento idrico alternativo; (3) Decisioni strategiche sugli impianti industriali – gli impianti industriali esistenti devono essere chiusi o non è possibile aprirne di nuovi. Si tratta di una decisione industriale strategica, che richiede una conoscenza dettagliata della situazione di stress idrico nell’area di interesse.

Quando lo stress idrico diventa critico?

Per un totale di 2,7 miliardi di persone l’acqua scarseggia per almeno un mese all’anno, soprattutto nei mesi estivi, dove la scarsità d’acqua è maggiore.

Il rapporto dell’EEA6 Water resources across Europe – confronting water stress: an updated assessment (Risorse idriche in Europa – affrontare lo stress idrico: una valutazione aggiornata) riporta le più recenti conoscenze sulla disponibilità di acqua in Europa, sostenendo la necessità di passare dalla gestione della crisi alla gestione del rischio, concentrandosi maggiormente su misure che riguardano il consumo di acqua. Secondo il rapporto dell’EEA, circa il 20% del territorio europeo e il 30% degli europei sono colpiti da stress idrico in un anno.

Si prevede che il cambiamento climatico peggiorerà il problema, poiché la siccità sta aumentando in termini di frequenza, entità e impatto. Le tendenze sono particolarmente preoccupanti per l’Europa meridionale e sud-occidentale, dove la portata dei fiumi durante l’estate potrebbe diminuire fino al 40%, in uno scenario di aumento della temperatura di 3°C. In queste aree, l’agricoltura, l’approvvigionamento idrico pubblico e il turismo esercitano le principali pressioni sulla disponibilità idrica, con un significativo picco stagionale in estate.

Cosa è possibile fare?

Aumentare l’efficienza agricola

Il mondo ha bisogno di far fruttare ogni goccia d’acqua nei suoi sistemi alimentari. Gli agricoltori possono utilizzare sementi che richiedono meno acqua e migliorare le loro tecniche di irrigazione utilizzando l’irrigazione di precisione. I finanziatori dovrebbero fornire capitali per gli investimenti nella produttività idrica e i consumatori dovrebbero ridurre la perdita/spreco di cibo, che utilizza un quarto di tutta l’acqua agricola.

Investire in infrastrutture grigie e verdi

Secondo il WRI, i nuovi dati di Aqueduct mostrano che lo stress idrico può variare enormemente nel corso dell’anno. La ricerca del WRI e della Banca Mondiale dimostra che le infrastrutture costruite (come le tubature e gli impianti di trattamento) e quelle verdi (come le zone umide e i bacini idrici sani) possono cooperare per affrontare i problemi di approvvigionamento e di qualità dell’acqua.

Curare, riutilizzare e riciclare

Trattarle e riutilizzare le acque reflue creando una “nuova” fonte d’acqua. Le acque reflue contengono anche risorse utili che possono essere raccolte per ridurre i costi di trattamento dell’acqua. Ad esempio, gli impianti di Xiangyang, in Cina, e di Washington D.C. riutilizzano o vendono i sottoprodotti ricchi di energia e nutrienti catturati durante il trattamento delle acque reflue7.

Stoccaggio dell’acqua

Con eventi di precipitazione sempre più intensi e a minore frequenza, lo stoccaggio dell’acqua diventa fondamentale per immagazzinare l’acqua durante gli eventi e accumularla per i mesi di siccità.

I dati sono chiari: le tendenze dell’acqua sono innegabilmente preoccupanti. Ma agendo subito e investendo in una migliore gestione, possiamo risolvere i problemi idrici per il bene delle persone, delle economie e del pianeta.

Conclusioni

Studi generali, come quelli ottenuti con Aqueduct, offrono una visione dell’andamento dello stress idrico su larga scala, ma non consentono analisi specifiche per ogni sito. Pertanto, è necessario integrare gli studi su larga scala con analisi locali.

  1. EEA. 1999. Environment in the European Union at the turn of the century. Page 155. Environmental assessment report No. 2 ↩︎
  2. https://www.wri.org/aqueduct ↩︎
  3. Kuzma, S., M.F.P. Bierkens, S. Lakshman, T. Luo, L. Saccoccia, E. H. Sutanudjaja, and R. Van Beek. 2023. “Aqueduct 4.0: Updated decision-relevant global water risk indicators.” Technical Note. Washington, DC: World Resources Institute. Available online at: doi.org/10.46830/writn.23.00061. ↩︎
  4. https://en.unesco.org/themes/water-security/hydrology/water-scarcity-and-quality/stakeholders-sustainability ↩︎
  5. 25 Countries, Housing One-quarter of the Population, Face Extremely High Water Stress, Samantha KuzmaLiz Saccoccia and Marlena Chertock, August 16, 2023 ↩︎
  6. https://www.eea.europa.eu/publications/water-resources-across-europe-confronting ↩︎
  7. 17 Countries, Home to One-Quarter of the World’s Population, Face Extremely High Water Stress, August 6, 2019 By Rutger Willem Hofste, Paul Reig and Leah Schleife ↩︎